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Rapporto d'intervento di disinfestazione e derattizzazione: cosa deve contenere
Aggiornata il 17/10/2026 · a cura di ComputerLab
Il rapporto d'intervento (o verbale, o scheda di intervento) è il documento con cui l'impresa di disinfestazione dichiara cosa ha fatto presso il cliente. Per il cliente è la prova che il servizio di controllo degli infestanti previsto dal suo piano di autocontrollo è stato eseguito; per la ditta è la tutela in caso di contestazioni. Un rapporto incompleto, illeggibile o scritto a fine giornata a memoria vale poco per entrambi.
Perché è così importante nel settore alimentare
Il Regolamento (CE) n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari chiede agli operatori del settore alimentare di predisporre procedure adeguate per controllare gli animali infestanti (Allegato II). Nella pratica queste procedure entrano nel piano di autocontrollo HACCP dell'azienda, e durante un controllo ufficiale l'ispettore chiede di vedere il piano di monitoraggio, la planimetria delle postazioni e le registrazioni degli interventi: cioè i rapporti.
Cosa deve contenere
Intestazione
- dati della ditta che esegue il servizio (ragione sociale, sede, contatti) ed eventuali certificazioni possedute;
- dati del cliente e dell'indirizzo dell'intervento, se il cliente ha più sedi;
- data e ora dell'intervento, nome del tecnico;
- tipo di intervento: programmato (da contratto) o straordinario, su chiamata.
Attività eseguite
Elenca ogni attività svolta, per esempio: derattizzazione, disinfestazione contro insetti striscianti o volanti, trattamento adulticida, antilarvale, disinfezione o sanificazione, monitoraggio, allontanamento volatili. Per ciascuna indica dove è stata fatta (reparti, locali, aree esterne).
Prodotti e quantità
Per ogni prodotto: nome commerciale, numero di registrazione (PMC in Italia, autorizzazione del biocida secondo il Reg. UE 528/2012), principio attivo, quantità impiegata. Il cliente deve poter risalire alla scheda di sicurezza di ciascun prodotto.
Postazioni di monitoraggio
Se il cliente ha postazioni (erogatori di esca, trappole collanti, trappole a feromoni), il rapporto riporta per ognuna l'esito del controllo: consumo dell'esca (per esempio 0, 25, 50, 75 o 100%), catture, eventuale sostituzione, anomalie come postazione mancante, danneggiata, spostata o inaccessibile.
Osservazioni e raccomandazioni
È la parte più utile per il cliente: condizioni che favoriscono l'infestazione (porte che non chiudono, aperture, accumuli di materiale, igiene), con le azioni correttive consigliate. Una foto vale più di una riga di testo.
Firme
Firma del tecnico e, quando possibile, del cliente o del suo referente, che attesta di aver ricevuto il rapporto.

L'anteprima del rapporto in ufficio: attività, postazioni con il consumo dell'esca, prodotti scaricati dal magazzino
Gli errori più comuni
- Rapporti scritti dopo, in ufficio: dettagli persi, orari approssimativi, firme raccolte a parte.
- Prodotti senza registrazione o senza quantità: il cliente non sa cosa è stato usato nei suoi locali.
- Postazioni "tutte ok" senza il dettaglio di ciascuna: in un controllo non dimostra nulla.
- Nessuna raccomandazione: il cliente non sa cosa correggere e l'infestazione si ripresenta.
- Archivio introvabile: quando il cliente chiede il rapporto di sei mesi fa, nessuno lo trova.
Come lo compila PCO Suite
Con PCO Suite il tecnico compila il rapporto sul telefono, durante l'intervento:
- spunta le attività eseguite tra le dieci già pronte, più quelle personalizzate dalla tua ditta;
- per ogni attività sceglie il prodotto con una ricerca, vedendo la giacenza: la quantità si calcola con la dose standard e si scarica dal magazzino;
- verifica le postazioni una per una (anche con il QR code obbligatorio) o tutte insieme, con consumo dell'esca e anomalie con foto;
- scrive le note, poi firma lui e fa firmare il cliente sullo schermo. Funziona anche senza campo.
Il rapporto arriva in ufficio, che lo controlla nell'anteprima e lo approva o chiede una modifica al tecnico. Il cliente lo scarica in PDF dal suo portale, con il logo e le certificazioni della tua ditta, nella sua lingua.

La firma del tecnico e del cliente sullo schermo del telefono
Domande frequenti
Per quanto tempo vanno conservati i rapporti?
La normativa alimentare non fissa un termine unico per tutte le registrazioni: in genere si conservano almeno per la durata del contratto e per il periodo indicato nel piano di autocontrollo del cliente, spesso alcuni anni. Con un archivio digitale il problema non si pone: ogni rapporto resta consultabile e riscaricabile.
Il cliente deve per forza firmare?
La firma del cliente non è sempre possibile (locali chiusi, interventi fuori orario), ma è consigliata perché attesta che il rapporto è stato consegnato. In PCO Suite la firma del tecnico è obbligatoria e quella del cliente facoltativa.
Serve un rapporto anche per il solo monitoraggio?
Sì. Anche quando non si usa alcun prodotto, il controllo delle postazioni è un'attività del piano di monitoraggio e va registrato, con l'esito di ogni postazione.
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